Edificato nel sec. XVI dalla famiglia Ciambra – lo stemma è visibile sul portale – la sua architettura testimonia i legami che esistevano tra la penisola iberica e la città: le bugne a diamante sulle pareti della torre e i particolari della decorazione delle finestre e dei portali richiamano, infatti, lo stile plateresco. Il palazzo è detto “della Giudecca” perché fu costruito nell'antico ghetto dopo che gli ebrei vennero espulsi dalla città, a seguito dell'editto di Ferdinando il Cattolico (1492). Lo splendido palazzo, che oggi versa in un pessimo stato di conservazione, fu acquistato nel 1901 dal sindaco Eugenio Scio per conto del Comune di Trapani attraverso un fondo ministeriale concesso dall'onorevole Nunzio Nasi, allora Ministro della Pubblica Istruzione. Nel dopoguerra il Comune di Trapani cedette l'immobile ai proprietari di una tipografia locale per ripianare i debiti contratti durante il periodo bellico.
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