La chiesa, che è oggi chiusa al culto, è a pianta centrica, con l'asse di ingresso che prevale sull'asse trasversale. All'interno si può notare la sua articolazione e caratterizzazione barocca. La costruzione della chiesa durò circa vent'anni, dal 1681 al 1700. L'edificio appartenne alla congregazione dei sacerdoti sotto il titolo di Sant'Alberto.
Il santo fu il primo santo del Carmelo ad essere venerato e quindi venne insignito del titolo di patrono e protettore dell'Ordine Carmelitano.
Alberto è patrono di Trapani e di Erice. Le sue reliquie sono sparse in tutta Europa: esse sono necessarie, ancora oggi, alla benedizione dell'acqua e del cotone taumaturgico di Sant'Alberto. Il teschio integro del santo è custodito nella chiesa dei Carmelitani di Trapani, in una cappella eretta nel 1586 dove si trova la statua reliquiario argenteo di sant'Alberto, opera dell'argentiere Vincenzo Bonaiuto.
Al fianco vi è la celletta dove il santo abitava. Fin dal 1624, il 7 agosto si celebra la festa in onore di sant'Alberto. In quell'anno la città di Trapani si liberò dal flagello della peste e i trapanesi vollero onorare il santo patrono.
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